Tasso mantenuto al 3,25%: la pausa della Banca d'Israele
Dopo quattro ribassi da gennaio, la Banca d'Israele ha scelto la pausa. Il 21 ottobre 2026, il suo comitato monetario ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,25%, secondo quanto riportato dal Times of Israel e da Buy it in Israel. Per tutti gli ebrei della diaspora che intendono acquistare in Israele, che sia dagli Stati Uniti, dall'Europa, dalla Russia, dall'America Latina o dal Sudafrica, questa decisione dice qualcosa di importante: il ciclo di allentamento del credito locale potrebbe essere giunto al termine, proprio mentre gli israeliani prendono in prestito a un ritmo record.
Perché la banca centrale ha premuto pausa
Il tasso di riferimento era al 4,25% a inizio anno; è stato abbassato a gennaio, maggio, luglio e poi l'1 settembre, fino a raggiungere il 3,25%. Secondo la banca, l'economia dovrebbe crescere più velocemente del previsto: la previsione di crescita per il 2026 è stata rivista al rialzo al 5,6% (contro il 4% precedente) e quella per il 2027 al 7,5% (contro il 5,5%), una revisione che riflette in gran parte la produzione all'estero di aziende israeliane. Escludendo questo effetto, la crescita attesa è del 3,4% nel 2026 e del 5,1% nel 2027. La banca cita anche uno shekel indebolito, che si è deprezzato del 3,1% rispetto al dollaro dalla decisione precedente, e una stabilizzazione del rischio geopolitico, con un premio di rischio israeliano rimasto a livelli vicini a quelli precedenti al 7 ottobre 2023, pur sottolineando che l'incertezza resta elevata. Pesa anche il contesto globale: secondo Buy it in Israel, la Federal Reserve americana e la Banca Centrale Europea hanno entrambe alzato i loro tassi di 0,25 punti nell'ultima riunione, il barile di Brent è salito di circa il 15% attestandosi intorno ai 110 dollari, e la disoccupazione israeliana resta bassa, al 3,3%. In questo contesto, la prudenza della banca centrale si spiega facilmente. L'inflazione, dal canto suo, si attestava all'1,6% su base annua a settembre, leggermente al di sotto della metà della fascia obiettivo dell'1%-3%. Il prossimo appuntamento è fissato per il 23 novembre.
Un credito immobiliare a livelli record nonostante un mercato lento
Il paradosso del mercato israeliano si riassume in una cifra: gli israeliani non hanno mai preso in prestito così tanto per acquistare. Secondo i dati della Banca d'Israele riportati da Globes, i nuovi mutui immobiliari hanno raggiunto 10,9 miliardi di shekel ad agosto 2026, circa 3,5 miliardi di dollari al tasso di 3,112 NIS per 1 USD del 23 ottobre. La media mensile dei primi otto mesi del 2026 si attesta a circa 10 miliardi di shekel, contro una media di 8,8 miliardi nel 2025 e 7,8 miliardi nel 2024. I prestiti di settembre hanno raggiunto circa 10,3 miliardi di shekel, quasi 3,3 miliardi di dollari, secondo Buy it in Israel. I mutuatari si rivolgono sempre più alle fasce indicizzate al tasso prime, attualmente al 4,75%, ossia 1,5 punti sopra il tasso di riferimento, mentre la quota di prestiti "balloon", legati alle formule di acquisto differito proposte dai promotori immobiliari, è scesa al suo livello più basso dalla fine del 2023.
Prezzi in calo, costo del credito che si stabilizza
Sul fronte dei prezzi, l'Ufficio Centrale di Statistica (CBS) rileva un calo dello 0,6% a luglio-agosto 2026 e dell'1,8% su base annua. Il contrasto è netto rispetto agli affitti: +5,3% su base annua per i nuovi inquilini e +2,4% per i contratti rinnovati, secondo la Banca d'Israele. In questo contesto, la pausa monetaria invia un messaggio misurato: il costo del credito non aumenterà nel breve termine, ma non dovrebbe nemmeno scendere significativamente. Gli economisti della banca, che peraltro ritengono che gli effetti dei ribassi già decisi non siano ancora pienamente visibili, prevedono un tasso medio del 3% nel terzo trimestre 2027, mentre i previsori privati e i mercati si aspettano piuttosto il 3,1%. In altre parole, il margine di ribasso residuo è ridotto.
Il tasso di cambio conta quanto il tasso d'interesse
Per un acquirente della diaspora, lo shekel pesa quanto il credito. Il 23 ottobre 2026, il tasso rappresentativo della Banca d'Israele era di 3,112 NIS per 1 USD, 3,4844 NIS per 1 euro e 4,1624 NIS per 1 sterlina britannica. A questi cambi, un appartamento da 3.000.000 NIS corrisponde a circa 964.000 dollari, 861.000 euro o 721.000 sterline. Il calo dello shekel del 3,1% rispetto al dollaro dall'ultima decisione rende un acquisto in shekel meno costoso in dollari, a parità di prezzo in shekel, mentre i prezzi locali restano stabili o in leggero calo. L'effetto funziona in entrambe le direzioni: se lo shekel si rafforzasse nuovamente, lo stesso appartamento costerebbe di più in valuta estera. Nessuna banca centrale può prevedere le valute; l'importante è calcolare il proprio budget nella propria valuta, incluse le spese di conversione.
Cosa fare di fronte a un ciclo che si stabilizza
Tre principi semplici. Innanzitutto, non aspettarsi un ribasso massiccio dei tassi: la banca prevede un solo ulteriore ribasso di un quarto di punto entro la fine del 2027, ossia un tasso medio del 3% nel terzo trimestre 2027. Poi, confrontare più offerte di finanziamento, poiché la differenza tra fasce prime, fisse e indicizzate cambia notevolmente il costo totale di un mutuo. Infine, considerare il calendario di pagamento di un acquisto sulla carta, che espone per anni sia al tasso che al cambio. Le tappe di un acquisto a distanza, dal finanziamento alla fiscalità, sono illustrate nella nostra guida definitiva all'immobiliare in Israele.
Una pausa, non una svolta
La decisione del 21 ottobre non segna un cambio di rotta, ma una tappa: il credito è meno costoso rispetto a gennaio, i prezzi sono in calo e gli israeliani prendono in prestito in massa. Per le comunità ebraiche di tutto il mondo, è un momento di osservazione piuttosto che un segnale di urgenza. Il team diImmobilier.co.il vi aiuta a calcolare il vostro budget nella vostra valuta e a costruire un piano di finanziamento adatto alla vostra situazione.
